wibiya widget

*Buona lettura*

domenica 14 marzo 2010

Recensione-Mine vaganti

Carissimo Giorgio,come vedi non ha importanza la grandezza del ruolo..ma la bravura con cui lo si interpreta..e tu..per l'ennesima volta hai fatto centro(noi non ne avevamo dubbi)!
Leggete questa recensione pubblicata da Icine.it .
Complimenti anche a Carolina Crescentini.


In un Salento in cui si parla un po’ leccese, un po’ barese e un po’ chissà, e che sembra rimasto impigliato negli anni 70, una famiglia più tradizionalista che tradizionale accoglie il ritorno del figlio minore, Tommaso, universitario fuori sede. Quella che doveva essere una breve pausa dagli studi si trasforma presto in un lungo soggiorno: uno dei membri della famiglia Cantone, apparentemente ben incastonato nelle dinamiche familiari, nasconde un piccolo segreto, che una volta svelato darà il via ad una sorta di reazione a catena e rischierà di far crollare gli schemi.


Ferzan Ozpetek, che già con “Un giorno perfetto” aveva chiuso il capitolo di collaborazione con Gianni Romoli (produttore e co-sceneggiatore storico del regista italo-turco) questa volta si affida per la scrittura ad Ivan Cotroneo, uno dei nomi più gettonati dell’attuale panorama italiano. Se gli ingredienti sono bene o male sempre gli stessi (amori contrastati, identità sessuale, famiglia allargata, dolci e tavolate) questa volta le dosi cambiano e con esse anche il risultato finale, che vira in modo più deciso verso la commedia ma qua e là scivola nel melò patinato (soprattutto nei dialoghi) e nella retorica. Le “Mine vaganti” di Ozpetek sono tante e assortite (dal padre omofobo alla zia eccentrica, dalla nonna ribelle al trio gay con tanto di balletto in stile “Priscilla”), sapientemente affidate ad un cast di prim’ordine ed intrecciate tra loro in un copione che fatica a restare omogeneo ma che riesce comunque a far ridere e a commuovere.


Aldilà degli affanni della contemporanea famiglia Cantone, ciò che rimane
dopo la visione sono i silenzi e gli sguardi di Carolina Crescentini e Giorgio
Marchesi, splendidi nel dar vita, in poche e brevi scene, al senso profondo di
un amore impossibile, cristallizzato in una scelta forzata (forse, anche se non
ci è dato saperlo) e tenuto in vita per anni. Scene in cui si respira davvero
aria di cinema.

Mine Vaganti.Pasticci poco saporiti

In una Lecce economicamente produttiva, fiore all'occhiello dell'industria alimentare è la famiglia Cantone che, da più di due generazioni porta avanti con decoro e conservatorismo una vasta produzione di pastasciutta. Capostipite del lignaggio è La nonna - Ilaria Occhini - di poche parole, molto rispettata e ben voluta da tutti i suoi familiari, che oggi, portano avanti - con successo - l'azienda. Il maggiore dei due rampolli ne tiene ora le redini, in attesa di dividersi i proventi del lavoro con il fratello minore che studia a Roma. È così che Tommaso - Riccardo Scamarcio - deve scendere a Lecce per firmare alcune carte necessarie alla ridefinizione dei ruoli di gestione dell'azienda; che lo vedranno diventare il comproprietario con il fratello maggiore. lo farà, in concomitanza di un'importante cena di lavoro, atta a firmare gli accordi dell'entrata in società di un'altra importante famiglia del Tavoliere nella holding dell'azienda. Tommaso poco prima della cena fa outing della sua omosessualità al fratello maggiore Antonio - Alessandro Preziosi -, confessandogli di aver paura della reazione dei genitori alla notizia, ma, del sentirsi troppo oberato dal peso di tenerglielo nascosto.

Durante la cena di rappresentanza, servita in pompa magna, a sorpresa, Antonio dichiara a tutti la propria omosessualità, battendo sul tempo Tommaso. Inquel momento tutti i "valori" difesi dal capostipite della famiglia Cantone cedono all'umiliazione; così come il suo cuore, tanto che, al padre di Tommaso e Antonio viene un infarto. Cacciato Antonio, a Tommaso rimane l'onere di rammentare gli strappi della tovaglia di famiglia, rinunciando al suo desiderio di fare outing per il bene dei propri consanguinei.

Sarà proprio nell'agoniato ritorno alla normalità, alla difesa di valori perbenisti borghesi e la presa in mano dell'azienda che, a Tommaso, spetterà il compito di redimere secoli di conservatorismo che gravano sulle spalle della sua famiglia per cerare di rimettere le cose a posto.



Questo primo condito con cime di rapa - però -, sembra più che mai un polpettone sciapo di emozioni, condito di buonismo, che, per Ozpetek, non segna niente di innovativo rispetto al panorama delle sue precedenti pellicole. Gradevole e azzeccata la colonna sonora: evocanti pizziche e sonatine di Giuliano Palma fanno buon sottofondo ai colori vivaci e luminosi del Leccese che riflettono sul pallore di personaggi non sempre ben delineati e scolpiti dalla mano del regista. A volte scontato e patetico, assolve l'omosessualità colpevolizzando l'eterosessualità, che passa come gradevole e accettabile folklorismo più che condizione umana.

Una storia che parla di sud profondo, di disonore, di incomprensioni e di tempi che cambiano, ma che restano gli stessi di una volta, che sembrano moderni ma che in realtà non hanno tempo.

mercoledì 10 marzo 2010

Gli scritti di Mazzolari letti dai Vip

BOZZOLO. Arriva il primo audiolibro dedicato alla figura, al pensiero e agli scritti di don Primo Mazzolari letti e interpretati da grandi attori con musiche

inedite. Lo strumento, che negli ultimi tempi si sta imponendo sempre più in libreria e sta conquistando sempre più mercato, coniuga recitazione, musica

e letteratura. A recitare e leggere alcuni degli scritti più significativi del sacerdote cremonese gli attori Claudia Koll, Vanessa Gravina, Paolo Bonacelli,

Giovanni Scifoni e Giorgio Marchesi. Le musiche originali sono state composte da Mite Balduzzi. `Il cielo capovolto´, questo il titolo dell´audiolibro,

verrà presenta to alle 12 di giovedì 25 marzo alla Radio Vaticana alla presenza dei membri della Fondazione Mazzolari, Giancarlo Ghidorsi e Carlo Bettoni.

L´opera, che fa parte del progetto culturale ed educativo `Phonostorie´ dedicata ai grandi personaggi del ventesimo secolo, intende mettere in risalto

la figura di Mazzolari riconosciuto da tutti come protagonista del mondo cattolico del Novecento; il filo conduttore dei passi tratti da i suoi libri è

il testo, sempre di Mazzolari, `Tra l´argine e il bosco´. Dunque non una semplice lettura con sottofondo musicale ma una fusione di letteratura, recitazione

e musica per creare un´avvincente narrazione. Ad arricchire il cd, della durata di 63 minuti e distribuito dalla San Paolo Multimedia, le prefazioni di

monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, e dell´ex Ministro della Repubblica Mino Martinazzoli, profondo conoscitore

ed estimatore della figura di Mazzolari
Fonte

giovedì 4 marzo 2010

Un vero e proprio boom di vendite per Mine Vaganti!

Mine Vaganti sta conquistando il mondo intero! A quattro giorni dalla presentazione al Festival di Berlino, il nuovo film di Ferzan Ozpetek è stato già venduto in 13 paesi tra i quali Germania, Spagna, Australia e Brasile.

Accolto con molto favore dalla stampa internazionale specializzata, il film secondo Screen International “indica che Ozpetek sta andando verso un revival contemporaneo della Commedia all’italiana, cosa certamente buona sia per lui che per il pubblico“. E Variety evidenzia che questo nuovo film “innesta una spirale comica nell’attenzione ricorrente del regista per le famiglie, e quasi-famiglie“.

Scritto dal regista con Ivan Cotroneo, Mine Vaganti racconta la storia dei Cantone, una famiglia numerosa e stravagante. In casa c’è molta attesa per il ritorno di Tommaso (Riccardo Scamarcio), che dovrebbe affiancare il fratello Antonio (Alessandro Preziosi) nella nuova gestione del pastificio di famiglia. Tra colpi di scena e situazioni paradossali il soggiorno di Tommaso si protrarrà più a lungo del previsto. Nel cast ci sono anche Nicole Grimaudo, Ennio Fantastichini, Lunetta Savino, Elena Sofia Ricci, Ilaria Occhini, Bianca Nappi, Massimiliano Gallo e Carolina Crescentini.
Fonte