Il blog ufficiale di Giorgio Marchesi

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*Buona lettura*

lunedì 7 febbraio 2011

Vallanzasca-Gli angeli del male

Finalmente ho un pò di tempo,causa influenza,per poter aggiornare questo blog e pubblicare le news che riguardano il GRANDE Giorgio.Ho trovato la recensione di Vallanzasca-Gli angeli del male,dove Giorgio presta la voce all'attore Moritz Bleibtreu.







1985. Vallanzasca Renato, matricola 38529H, nato a Milano il quattro maggio 1950, è rinchiuso in una cella di isolamento nel braccio di rigore della casa circondariale di Ariano Irpino. La sua propensione per il crimine si era rivelata sin da bambino quando, a nove anni, con la sua piccola banda libera una tigre da un circo. Così piccolo, ha già la stoffa del leader. Gli altri ragazzini, Enzo, Giorgio e Antonella, la "sorellina" venuta da Napoli, pendono dalle sue labbra. E quella prima ragazzata, che gli apre le porte del carcere minorile, segnerà la sua strada per sempre. Una volta uscito, dai piccoli furti nel quartiere passerà in rapida escalation alle rapine, ai sequestri di persona, agli omicidi. Renato Vallanzasca diventa "il boss della Comasina"

USCITA CINEMA:
21/01/2011
REGIA: Michele Placido
SCENEGGIATURA: Michele Placido, Kim Rossi Stuart, Antonio Leotti, Toni Trupia, Andrea Leanza, Antonella D'Agostino
ATTORI: Kim Rossi Stuart, Valeria Solarino, Filippo Timi, Gaetano Bruno, Francesco Scianna, Paz Vega, Moritz Bleibtreu, Federica Vincenti, Lino Guanciale, Nicola Acunzo, Stefano Chiodaroli, Giorgio Careccia, Monica Barladeanu, Gerardo Amato, Paolo Mazzarelli, Lorenzo Gleijeses,
Marica Gungui, Adriana De Guinn

Fonte:
http://www.comingsoon.it/Film/Scheda/Trama/?key=47862&film=Vallanzasca-Gli-angeli-del-male

lunedì 15 novembre 2010

"In attesa"

Ho trovato un contometraggio dal titolo "In attesa"di cui Giorgio è protagonista.


Quattro storie al femminile. Le protagoniste non si conoscono tra loro, ma tutte hanno a che fare con un test di gravidanza. E con quei cinque minuti, che potrebbero cambiare una vita


REGIA / DIRECTOR Peppe Toia

SCENEGGIATURA / SCREENPLAY Francesca Fabbri / Sara Lorenzini

FOTOGRAFIA / CINEMATOGRAPHER Silvia Negrato / Giorgia Costantino

MONTAGGIO / EDITING Isacco Donato

MUSICA / MUSIC Maurizio Loffredo

CAST / CAST Angiola Baggi, Carlotta Ballarini, Francesca Brunetti, Valentina Chico, Giorgio Marchesi, Maria Marchione, Ilaria Serrato

Per visualizzare il corto cliccare qui

mercoledì 20 ottobre 2010

lunedì 13 settembre 2010

Foto dal "Restauratore"

Ringrazio Zoya per avermi segnalato questa foto

Messaggio per Giorgio

Questo messaggio è stato lasciato da una fan,Manuela,in bacheca della pagina di facebook dedicata a Giorgio:

è un peccato che sicuramente lui non guardi mai questa pagina.....ma se dovesse essere deve sapere che attori della sua grazia e del suo portamento non si trovano facilmente.............lui sa cosa significa trasmettere qualcosa e lo fa nei migliore dei modi......complimenti e auguroni per tutto Giorgio...........

Marchesi nel «Medico in famiglia»«Quando provo recito in dialetto»

Ringrazio Andrea per avermi segnalato questa intervista


Sui blog già girano le prime indiscrezioni sul suo ruolo nella settima edizione del «Medico in famiglia», serie tv di Rai Uno dai grandi ascolti. Lui è Giorgio Marchesi, bergamasco doc, nato nel quartiere Carnovali 36 anni fa, e sempre un po' in giro per l'Italia e il mondo, pur molto attaccato alle sue radici e alla sua famiglia. «Su Internet si dice che sarò uno psicologo che farà breccia nel cuore di Maria – racconta -. La verità è che interpreterò Marco Levi, un giornalista televisivo d'assalto dal carattere forte e determinato. Per il resto, la trama è top secret, anche se sì, è vero che tra me e Maria, interpretata da Margot Sikabonyi, ci sarà una frequentazione». Le riprese delle nuove puntate dureranno fino ad aprile prossimo e in tv le inizieremo a vedere da gennaio.

La tv sta portando fortuna a Marchesi: negli ultimi anni il format del serial gli ha permesso di interpretare numerosi e tra loro diversi personaggi: «Amo molto diversificare il mio lavoro - spiega l'attore bergamasco - così come interpretare personaggi tra loro differenti: mi permette di mettermi sempre più in gioco e di fare un lavoro non ripetitivo che mi offre quindi nuovi spunti di crescita. Sono stato Aldo Corsini, tenente francese rivoluzionario, ne “La figlia di Elisa – Ritorno a Rivombrosa”, Alessandro Bergonzi, commissario un po' inesperto ma coraggioso, nel sequel della fiction “Un posto tranquillo” e poi Francesco Miraglia, giovane poliziotto preciso e attento ne “Il bene e il male”, Filippo Lunardi, doppiogiochista con la faccia d'angelo e un passato da nascondere in “Intelligence”…».

E con tanto lavoro, trova comunque il tempo di tornare a Bergamo: «Amo molto la mia città - spiega - e torno spesso anche solo per studiare. Quando devo prepararmi per un provino o per studiare un copione, a volte recito in dialetto». In bergamasco? E perchè? «Mi sono reso conto che parlare in bergamasco mi libera da molti vincoli, mi permette interpretazioni più dirette e immediate. Me lo ha fatto capire Valerio Binasco in un provino. Mi disse: “Fammi questa battuta in bergamasco”, e il dialetto in quel momento mi ha tolto la rigidità accademica e mi ha offerto un'interpretazione più fresca e immediata. Così tante volte provo in bergamasco».

Poi un sogno: «Mi piacerebbe lavorare con il maestro Olmi - racconta ancora Marchesi -. L'incontro avuto con lui al Globi d'oro per la premiazione di «Mine vaganti» è stata una folgorazione. Caratterialmente sono molto timido ed è stata la prima volta che ho avuto il coraggio di andare a presentarmi ad un regista. Tale è la stima dell'uomo Olmi oltre che dell'artista che appena l'ho visto mi sono alzato dalla mia sedia e sono andato diritto dal maestro Olmi. Gli ho teso la mano e gli ho detto che ero bergamasco come lui e che era un onore conoscerlo. È stato molto gentile e mi ha detto di avere coraggio e volontà. Mi ha detto che la mia generazione, come la sua, deve avere la forza di ricostruirsi sopra le macerie. Le sue macerie erano materiali, quella della guerra, le mie, secondo Olmi, sono ancor più difficili perché sono culturali. Mi ha commosso per la sua genialità, la sua forza artistica e umana».