Il blog ufficiale di Giorgio Marchesi

wibiya widget

*Buona lettura*

Visualizzazione post con etichetta Spettacoli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Spettacoli. Mostra tutti i post

giovedì 5 agosto 2010

Programma Settembre al Borgo - CasertaVecchia

Programma della quarantesima edizione di Settembre Al Bordo 2010 che come ogni anno si svolgerà a Caserta Vecchia dal 31 agosto 2010 al 5 Settembre 2010
Direzione artistica di Ferdinando Ceriani e Paola Servillo

martedì 31 agosto

> ore 16.00, ore 18.00, ore 20.30 e ore 22.30 Stanze dell’Hotel Jolly di Caserta
Horovitz suite
testo di Israel Horovitz
regia di Andrea Paciotto
con Anna Ferzetti, Giorgio Marchesi, Michele Nani, Fancesco Bolo Rossini
Nicole Sartirani, Simonetta Solder
una produzione Adriana Garbagnati
prima assoluta

Per consultare l'intero programma cliccare qui:
Fonte

sabato 20 febbraio 2010

Un Otello canuto

Ieri sera, per la prima di "Hell... un'altra storia del moro di Venezia", come ha lamentato lo stesso regista, la sala era vuota quanto lo spettacolo godibile. Fino al 21 febbraio, Francesco Giuffrè presenta al teatro Galleria Toledo una tragedia sobria, a tratti ansiosa a tratti divertita, mettendo in scena un Otello con la pelle bianca ma vecchiardo e una Desdemona bimba - scelta che riattualizza in chiave di differenze d'età altrettanto contestabili il tema shakespeariano dell'amore multirazziale. Il ritmo registico alterna scene asciutte e rapide a pause verbali e gesti simbolicamente caricati.

La vita claustrofobica dei personaggi (Francesco Biscione Otello, Francesca Cuttica Desdemona, Giorgio Marchesi Cassio, Marta Nuti Emilia, Riccardo Scarafoni Iago), che passano il tempo asserragliati in un castello assediato, nettamente contrasta con le atmosfere zingaresche, la scenografia polverosa, i bauli aperti, le valigie socchiuse, le grucce ancora inutilizzate, e con le ottime musiche di Andrea Amendola ispirate a Kusturica, già riferimento di Giuffrè in "Cuore di cane".



L'esistenza fatta di noia e precarietà è il risultato di una guerra assonnata che si protrae con ritmata lentezza, e che arriva allo spettatore attraverso i rumori di esplosioni lontane. "Fuori piovono bombe - spiega Giuffrè - e con questa strategia ci tenevo a fare della guerra un personaggio dello spettacolo". Se il vecchio Otello è simbolo di una patria regale ma stanca come la guerra che combatte, Iago, che veste in scena abiti impiegatizi, ne riesce come la degna e invidiosa proiezione. Dopo l'inevitabile sfogo della follia tragica, il sipario si richiude su Emilia che tiene in mano una piantina inaspettatamente innaffiata dalla pioggia: "Emilia è la vera anima del mondo di Otello, - commenta il regista - la vittoria di Iago è inutile, il suo potere non spegne la speranza".


Fonte

martedì 16 febbraio 2010

"Othellow..." alla Galleria Toledo


GALLERIA TOLEDO
16 21 febbraio 2010
Othellow...
UN'ALTRA STORIA DEL MORO DI VENEZIA

tratto da William Shakespeare

con

Mauro Mandolini Federica De Cola Giorgio Marchesi
Marta Nuti Riccardo Scarafoni
adattamento Francesco Giuffrè e Riccardo Scarafoni
scene Paki Meduri e Alice Hilbrat
costumi Roberta Orlando
disegno luci Beppe Filipponio
regia Francesco Giuffrè

www.galleriatoledo.org

venerdì 12 febbraio 2010

Tre atti unici di Horovitz al Teatro Brecht di Perugia


PERUGIA - Al Teatro Bertold Brecht il 13 febbraio alle ore 21.00 verrà presentata la TRILOGIA HOROVITZ tre atti unici di Israel Horovitz, un progetto di Offucina Eclectic Arts e La MaMa Umbria International.
Lo spettacolo è realizzato con la collaborazione e il sostegno della Regione Umbria, del Comune di Spoleto, del Teatro Stabile dell’Umbria, della Compagnia C-Virus, (Seoul, Corea), de La MaMa E.T.C. (New York, U.S.A.), della Monk Parrots (New York, U.S.A.), dell'Università del Texas (Austin, U.S.A), dell'Università di Dankook (Seoul, Corea), e con il patrocinio dell’Ambasciata degli Stati Uniti.

Il progetto parte dall'iniziativa internazionale 70/70 Horotivz Project, ideata per celebrare i 70 anni del grande drammaturgo statunitense. Tre registi, di tre continenti diversi, dirigono tre atti unici di Horovitz, mettendo in scena pregiudizi razziali, luoghi comuni, violenza e guerra. La vita dei protagonisti li porrà di fronte a situazioni tutt'altro che semplici, che faranno nascere in loro un profondo desiderio di un mondo migliore.
I tre atti unici sono:
L’INDIANO VUOLE IL BRONX - Regia di Luke Leonard (Stati Uniti)
BEIRUT ROCKS - Regia di Hyunjung Lee (Corea)
EFFETTO MURO - Regia di Andrea Paciotto (Italia)
Con: Francesco Bolo Rossini, Giorgio Marchesi, Simonetta Solder, Enrico Salimbeni, Nicole Sartirani
Traduzione: Andrea Paciotto
Musiche originali: Rolando Macrini
Supervisione: Edoardo Erba
Scenografia Paolo Liberati
Produzione: Adriana Garbagnati
Costumi e assistente alla regia: Chiara Sabatini

Fonte

mercoledì 3 febbraio 2010

Ancora e sempre Otello


“Hell. Un’altra storia del Moro di Venezia”. Al Piccolo Eliseo di Roma fino al 7 febbraio. Davanti a riallestimenti di classici, pieni di propositi e scarsamente messi a fuoco, questa rielaborazione dell'Otello operata da Francesco Giuffrè e da Riccardo Scarafoni, ha un'idea drammaturgica forte e precisa, pur con qualche ingenuità drammaturgica e momenti di debolezza registica. L’immoralità dell'uomo – per l’amore senile, innaturale, del protagonista, un Otello molto anziano che vive il suo folle amore per una Desdemona fanciulla - presente nel testo, trova nell'oggi una sua inquietante attualità.

Le parole sfrondate dei cinque personaggi e le loro azioni circoscritte, sono calate in un contesto da bunker dove il Moro ha condotto il suo popolo in una sorta di felice auto esilio per salvaguardare il proprio sentimento. Mentre da fuori provengono incessanti rumori di spari ed esplosioni - che solo in ultimo cesseranno improvvisamente dopo che la tragedia si compie con un inedito finale -, questi autoreclusi vivono in un utopico mondo circense che presto conoscerà il dramma innescato da Iago (un subdolo Riccardo Scarafoni).

Qui è determinante la figura di Cassio (un Giorgio Marchesi di crescente espressività e di convincente profondità di toni), pretesto del precipitare della gelosia nei suoi confronti, costretto per punizione ad uscire dal sotterraneo per andare a morire nel mondo delle guerre. Se Emilia è figura muta e sensibile, Desdemona è un’ingenua fanciulla svolazzante, una felliniana Gelsomina colpevole di amare il suo Zampanò. Questi, Otello, impersonato da Mauro Mandolini, vive nell’incubo ricorrente che vede materializzarsi sotto i suoi occhi le ossessioni della gelosia, con le voci delle malelingue che lo attanagliano – gli stessi attori nascosti dentro delle giacche sospese -. A parte l’inizio, che indugia a lungo con una sequenza silenziosa e senza ritmo, lo spettacolo acquista forza nei dialoghi grazie alla bravura degli interpreti.

lunedì 1 febbraio 2010

Recensione "Hell":FRANCESCO GIUFFRE' RISCRIVE OTELLO, PAPA' CARLO "MAGNIFICO"

(AGI) - Roma, 30 gen. - S'intitola "Hell - Un'altra storia del moro di Venezia". Ed e' proprio un'altra storia rispetto a quella immortale di Shakespeare, quella messa in scena fino al 7 febbraio al Teatro Piccolo Eliseo di Roma dal regista Francesco Giuffre' e interpretata da Riccardo Scarafoni, Mauro Mandolini, Giorgio Marchesi, Federica De Cola e Marta Nuti.
Scritto dallo stesso Giuffre' e Scarafoni, questo testo si rifa' all'Otello nell'idea di base e nei nomi dei personaggi.
Ma le analogie in sostanza finiscono li'. Abbandonata la forza dell'invidia e della gelosia, motori dell'opera shakespeariana, in "Hell" si punta sull'introspezione e sulle immagini. Quadri di alto contenuto onirico, fatti di suoni, luci e movimenti, si alternano a scene recitate con appassionata partecipazione dai giovani protagonisti (il piu 'vecchio' e' Mauro Mandolini, credibilissimo sessantenne a soli 44 anni, che al termine dello spettacolo di ieri sera ha 'incassato' il plauso dello stesso Carlo Giuffre', venuto ad applaudire il figlio). Scene in cui immagine, musica, giochi di luci, mimo e emozioni evocate e trasmesse vanno a scandire i vari momenti dello spettacolo. Una soluzione di regia originale che a volte diventa pecca di narcisismo e penalizza il ritmo e la fluidita' del testo. Nel ruolo di Iago si erge, piccolo, viscido e vagamente satanico e un po' sopra le righe Riccardo Scarafoni. Il suo personaggio e' estremo e, seppure ricordi molto immagini cinematografiche recenti (vedi il Gollum e il Vermilinguo del Signore degli Anelli) o si ispiri a 'cattivi' storici (Hitler, Mengele, ecc.), mantiene durante tutta l'ora e mezza di spettacolo una sua coerenza nel rappresentare il 'male assoluto'. A differenza dell'Otello di Shakespeare, in "Hell" si racconta la tragedia di un vecchio (in questo sta la sua diversita', non nel colore della pelle), di un re che sposa una ragazzina ed e' criticato dal suo popolo per questo. La gelosia non e' piu' il motore della vicenda, anche se il 'veleno' versato nel suo corpo da Iago e' lo stesso dell'opera shakespeariana: la gelosia diventa secondaria rispetto alla considerazione della realta', alla coscienza che un giovane sia piu' adatto a stare con sua moglie di lui, vecchio e stanco. Otello di Giuffre' e' un uomo patetico che costringe il suo popolo a stare rintanato sotto terra per non combattere, per vivere la sua storia d'amore 'contro natura' e scappare dalla guerra che si svolge in superficie e che arriva laggiu' solo attraverso i rumori lontani. Iago non e' semplicemente un uomo perverso, ma una persona triste, annoiata, stanca di doversi nascondere come un topo sotto terra. Desidera il male di Otello e di Michele Cassio (Giorgio Marchesi, autore di una prova maiuscola, soprattutto nei duetti con Iago e con Federica De Cola-Desdemona), ma la sua non e' semplice invidia: e' voglia di liberta', desiderio di sostituire il suo re per cambiare il corso delle cose. Anche se poi, forse, non vuole cambiare nulla. "Hell", che sara' in scena fino al 7 febbraio, ha avuto ieri uno spettatore d'eccezione, Carlo Giuffre'. A 81 anni, uno dei massimi protagonisti del teatro italiano si e' commosso nel vedere lo spettacolo del figlio e alla fine non ha resistito nell'esprimere la sua soddisfazione: "Che grande regista, che magnifico spettacolo - ha detto agli amici che lo accompagnavano -. Questo adattamento dell'Otello e' stupendo, molto meglio dell'originale". Poi, quasi a spiegare l'iperbole che, nella sua bocca, ha un suono strano: "Io ho visto molte rappresentazioni integrali di Shakespeare e devo dire che 'Otello', cosi' come 'La Tempesta', sono spesso noiosissimi.
Qui invece e' stato concentrato tutto il significato del testo in maniera asciutta e godibilissima".

martedì 26 gennaio 2010

FRANCESCO GIUFFRÉ AFFRONTA UN GRANDE CLASSICO PER RACCONTARE LA STORIA DELL’IMMORALITA’ DELL’UOMO

Giorgio è stato molto carino ad inviarmi quest'articolo su "Hell" :-)


Nella messinscena di Francesco Giuffrè, Otello è un diverso; non è un nero ma un anziano, un capo
stanco che decide di ritirarsi dalla guerra, per poter vivere l'amore folle per una ragazzina,
Desdemona, perchè, come egli stesso dirà , non esistono amori naturali o innaturali, ma solamente
amori...assoluti. Tutto intorno la guerra continua, le esplosioni che provengono da fuori ricordano ogni
istante come sia illusorio il sogno di Otello. Iago, in questo mondo destinato a fallire, è l'immoralità , la
parte nera dell'uomo, quel desiderio innato di sopraffare l'altro, di essere più potente, più ricco.
Michele Cassio, Desdemona, Emilia, sono le pedine usate da Iago per attuare il suo piano e quando
non sono personaggi, rappresentano il popolo, le malelingue, coloro che giudicano l'amore innaturale
tra il sessantenne Otello e la giovane ventenne.

lunedì 25 gennaio 2010

TEATRO: FRANCESCO GIUFFRE', MIO OTELLO 'DIVERSO' PERCHE' ANZIANO

(AGI) - Roma, 21 gen. - "Mio padre mi ha insegnato l'importanza della passione e dell'onesta per chi fa teatro. Quello dell'attore e' un lavoro serio ma troppo spesso viene svilito da personaggi che giustificano il detto che chi non sa far nulla fa l'attore". Francesco Giuffre', 38 anni, figlio di Carlo Giuffre' (e nipote di Aldo Giuffre' e di Giulio Panicali, grande doppiatore italiano) si appresta a debuttare al Piccolo Eliseo di Roma con "Hell - Un'altra storia del moro di Venezia", spettacolo scritto a quattro mani con l'attore Riccardo Scarafoni, di cui cura la regia e che sara' in scena dal 27 gennaio al 7 febbraio. Si tratta di un riadattamento dell'Otello' di Shakespeare completamente rivisitato in chiave moderna, dove Otello e' un 'diverso' non perche' e' nero ma perche' e' anziano. Un sovrano stanco, sessantenne, che decide di ritirarsi dalla guerra, di portare il suo popolo in esilio, in un luogo distante dalla guerra per poter vivere il suo amore per Desdemona, una ragazza di vent'anni. "Otello mi da' la possibilita' di raccontare la storia dell'immoralita' dell'uomo - dice il regista - ho immaginato due mondi, uno rappresenta quello in cui viviamo e sara' il mondo che percepiremo attraverso l'ascolto di esplosioni e spari, l'altro sara' quello visibile sul palcoscenico e sara' quello utopico, dove non ci sono conflitti, un mondo voluto da Otello, per vivere il suo amore per Desdemona, che guida il suo popolo in una sorta di auto esilio felice, nel mondo che oggi l'uomo si nega, il mondo dove Iago immorale calpestera' la nobilta' dell'anima di Otello'. Nel mio spettacolo - aggiunge - la fine sara' un po' diversa e non ci sara' il fazzoletto perso da Desdemona". Per rivisitare questo testo 'sacro', Giuffre' si affida a un gruppo di attori collaudato - Mauro Mandolini (Otello), Riccardo Scarafoni (Iago), Federica De Cola (Desdemona), Giorgio Marchesi (Cassio) , Marta Nuti (Emilia) - e rinnova il sodalizio con Riccardo Scarafoni, con cui ha scritto anche i due lavori precedenti "Profumo" e "Cuore di cane" di in cui ha curato la regia. "Io nasco come musicista - spiega Giuffre' - e ho lavorato molto con mio padre curando le musiche dei suoi spettacoli. E sul palcoscenico che ho imparato il suo rigore: anche oggi, a 81 anni, ci mette l'anima qualunque cosa faccia".

venerdì 22 gennaio 2010

Hell-un'altra storia del moro di Venezia

Questo sito ha pubblicato una piccola descrizione dello spettacolo,che vi ricordo sara' in scena dal 27 Gennaio al 7 Febbraio a Roma Teatro Piccolo Eliseo.

mercoledì 20 gennaio 2010

"Hell"

Dal 27 Gennaio al 7 Febbraio Giorgio è in scena a Roma-Teatro Eliseo con lo spettacolo "Hell"

Ecco la locandina

sabato 9 gennaio 2010

"TRILOGIA HOROVITZ": NUOVE REPLICHE IN UMBRIA PER LO SPETTACOLO TEATRALE

Dopo il notevole successo di critica e pubblico ottenuto a Spoleto, al Teatrino delle Sei, "TRILOGIA HOROVITZ", la nuova produzione teatrale di Offucina Eclectic Arts e La MaMa Umbria International, torna in Umbria con repliche il 14 gennaio a Nocera Umbra, il 15 gennaio a Trevi e il 13 febbraio a Perugia.

Trilogia Horovitz presenta tre atti unici di straordinaria intensità, tradotti e messi in scena per la prima volta in Italia, sotto la direzione di tre registi di provenienze culturali e geografiche diverse, Luke Leonard (Stati Uniti), Hyunjung Lee (Corea) e Andrea Paciotto (Italia) ottenendo un risultato coinvolgente, toccante e visivamente suggestivo.

Il primo, The Indian wants the Bronx, è stato scritto nel 1968. Presentato in Italia nello stesso anno al Festival di Spoleto, con un cast d'eccezione di cui facevano parte, due giovanissimi e ancora poco conosciuti, Al Pacino, John Cazale e Mathew Cowles. Quell'edizione vinse tre Obie Awards: migliore testo, migliore attore protagonista (Pacino) e migliore attore non protagonista (Cazale). Il secondo, Beirut Rocks, e il terzo, Effetto Muro, fanno invece parte della produzione più recente, essendo rispettivamente stati scritti nel 2006 e 2009.

Il cast degli attori coinvolto è tutto italiano. Attori giovani, ma di grande esperienza e talento: Francesco Bolo Rossini, Giorgio Marchesi, versatili protagonisti di tutti e tre i testi, insieme a Simonetta Solder, Enrico Salimbeni e Nicole Sartirani. La traduzione è a cura di Andrea Paciotto con la supervisione del noto drammaturgo Edoardo Erba.

Il design della scenografia è affidata all'artista Paolo Liberati, le musiche originali e il sound design sono di Rolando Macrini, mentre la produzione esecutiva è curata da Adriana Garbagnati, i costumi e l'assistenza alla regia di Chiara Sabatini



Repliche:

14 gennaio # 21.00- Nocera Umbra Teatro Clitunno

15 gennaio # 21.00- Trevi Teatro Cottoni

13 febbraio # 21.00- Perugia Teatro Bertold Brecht

giovedì 7 gennaio 2010

Stagione di prosa-Trilogia Horovitz

L’indiano vuole il Bronx
Teatro Clitunno - venerdì 15 gennaio 2010, ore 21.00 Trilogia Horovitz Tre atti unici di Israel Horovitz con:
Francesco Bolo Rossini, Giorgio Marchesi, Simonetta Solder, Enrico Salimbeni, Nicole Sartirani
regia di Luke Leonard
per altre info clicca qui: