Il blog ufficiale di Giorgio Marchesi

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lunedì 9 maggio 2011

Giorgio Marchesi:Nuovi progetti in arrivo




L’attore bergamasco Giorgio Marchesi è la grande novità della settima stagione di Un medico in famiglia e tutti sono curiosi di capire come evolverà la storia tra il suo Marco e Maria Martini (Margot Sikabonyi).

In attesa di scoprire se tra i due ci sarà o meno il lieto fine, dalle pagine del settimanale Telesette Marchesi ha annunciato i suoi prossimi impegni di lavoro, che prevedono il mediometraggio Notizie da Godot, un cortometraggio girato da Raoul Bova ed anche un progetto teatrale davvero innovativo:


A maggio riprendo Suite Horoviz, uno spettacolo di prosa molto particolare ambientato in un hotel e itinerante: il pubblico si muove da una camera all’altra e assiste a situazioni diverse.

Molto interessante, vero? Ovviamente, però, tutti noi speriamo che Giorgio faccia parte anche del cast di un eventuale Medico in famiglia 8…

Forumautori

lunedì 18 aprile 2011

Giorgio Marchesi, soddisfazioni in carriera dopo i dolori del passato

Questo articolo mi ha commossa!!!Giorgio SEI UN GRANDE!!
Tra i protagonisti di questa nuova serie di “Un medico in famiglia”, la settima, che ha preso il via da qualche settimana, c’è anche Giorgio Marchesi, che da questa stagione interpreta il ruolo del giornalista Marco che riuscirà a fare innamorare Maria e a farle lentamente superare il dolore provato per la morte del marito Guido che l’aveva resa mamma della piccola Palù. L’attore attraverso un’intervista rilasciata a “Dipiù” ha quindi deciso di farsi conoscere meglio e anche i dolori che ha dovuto superare prima di arrivare al successo. Una delle considerazioni che si fa spesso nel corso dell’esistenza di una persona riguarda l’idea che dopo avere attraversato dei momenti difficili e averli superati faccia apprezzare ancora di più la felicità che si ha poi la possibilità di assaporare ed è un po’ anche la situazione vissuta da Giorgio Marchesi, attore che per il primo anno è entrato a far parte del cast di una serie di successo come “Un medico in famiglia” e che si sta facendo apprezzare dal pubblico per l’atteggiamento dolce del suo personaggio in grado di affascinare anche la protagonista Maria. Per l’attore non è comunque stato facile affermarsi nel corso della carriera visto che il successo vero e proprio lo sta ottenendo adesso a trentasette anni e si augura quindi che questo ruolo possa essere il trampolino di lancio per altri lavori:” Con questa fiction sto avendo il grande successo e spero che non mi scappi più. Ho sempre creduto nel mio mestiere, quello dell’attore, a cui mi sono avvicinato dopo due eventi molto dolorosi: ho infatti perduto mia mamma quando avevo solo diciotto anni e ho anche visto la morte in faccia ed è per questo che ho trovato la forza per seguire la mia strada”. Solo a distanza di diversi anni, infatti, Marchesi può dire di avere raggiunto la serenità non solo nel lavoro ma anche nella vita privata e non è stato certo facile, anche se determinanti sono stati anche la moglie Simonetta, anche lei attrice, e il loro bambino che oggi ha quattro anni:” Nel periodo in cui facevo il militare mi trovavo a Bolzano e una sera stavo tornando in macchina dalla libera uscita con due amici. Eravamo felici dopo essere stati fuori per mangiare una pizza e io mi trovavo al volante, ma improvvisamente, senza nemmeno accorgermene, mi sono trovato addosso a un camion. I due amici rimasera illesi, ma io mi risvegliai in ospedale senza ricordare nulla, ma aveva anche il braccio sinistro e le gambe ingessati insieme a un dolore terribile. Mi dissero che avevo delle fratture scomposte soprattutto alle gambe e che solo un miracolo mi avrebbe permesso di tornare non dico a correre, ma almeno a camminare normalmente”. Superare quei momenti e lo sconforto di non sapere se si sarebbe potuto tornare alla vita di prima non è stato certamente facile, anche se in aiuto di Giorgio è arrivato un pensiero molto importante:” Pensare a mia mamma è stata utile visto che mi aveva lasciato solo due anni prima e per questo mi sono ricordato subito della sua grande forza. Fino alla fine, infatti, ha nascosto a me ai miei fratelli la sua grave malattia senza mai lamentarsi nè piangere una volta davanti a noi. Proprio per questo ho iniziato a ragionare su quello che mi era capitato e sul fatto che oggi ci sei, ma domani non si sa…La riabilitazione non è ovviamente stata facile visto che ho passato mesi prima in sedia a rotelle e poi in stampelle, ma la affrontai senza mai commiserarmi e alla fine lentamente riuscii a tornare a camminare, ma in questo percorso mi ha sostenuto anche la recitazione trasmessa in me proprio da mia mamma che amava andare a teatro e al cinema”. Diventare attore ha ovviamente richiesto studio e impegno, anche se il papà inizialmente non ha approvato la scelta di Marchesi, che folgorato dall’amore per il palcoscenico aveva deciso anche di abbandonare l’università senza avere grosse certezze. Il lavoro in questo settore, infatti, non è mai stabile anche dal punto di vista economico per lui non ci sono stati momenti semplici:” Sapevo comunque in partenza che il mestiere dell’attore è piuttosto precario. Di gavetta ne ho fatta tanta, soprattutto a teatro, solo che per arrivare a fine mese non sempre bastava quello che prendevo dagli spettacoli e per questo mi sono ritrovato anche a fare il commesso o il cameriere, ma con l’idea ben precisa di voler fare l’attore”. Nel 2004 è poi avvenuto l’incontro con la moglie Simonetta sul set del film “Le relazioni pericolose”, ma nel 2007 è stato il momento poi di un altro ruolo importante all’interno di “La figlia di Elisa – Ritorno a Rivombrosa” in cui dava il volto al tenente Aldo Corsini. I momenti difficili però non erano ancora finiti visto che dopo il ruolo all’interno di “Le mine vaganti” di Ferzan Ozpetek, come spesso capita a chi lavora in questo settore, il telefono ha cominciato a non squillare più, ma anche in questo caso ha provato a non perdersi d’animo facendo piccoli lavori a teatro e partecipando ai provini. E’ arrivata così la parte in “Un medico in famiglia” in cui il pubblico già comincia ad amarlo e questo ha portato a un altro successo, questa volta personale, ovvero la telenata del papà che ha finalmente riconosciuto il talento del figlio. fictiontv.guidaconsumatore.com

venerdì 15 aprile 2011

Giorgio Marchesi, chi è il seducente Marco Levi?

Bellissimo articolo trovato su PianetaDonna.it

Giorgio Marchesi è un giovane attore che ha fatto breccia nei nostri cuori sin dalla prima puntata di Un medico in famiglia! Giorgio Marchesi ha già una lunga carriera alle spalle e tanti progetti per il futuro.Sveliamo tutti i segreti su Giorgio Marchesi



Da qualche settimana veste i panni del giornalista d'inchiesta Marco Levi nella serie tv di raiuno Un medico in famiglia 7 e già tutti parlano di lui! Si tratta di Giorgio Marchesi, colui che è riuscito a colmare il vuoto lasciato nel cuore del pubblico da Pietro Sermonti. Se prima non erano in molti a conoscerlo adesso tutti vogliono saperne di più di questo simpatico e bravo attore.



Giorgio Marchesi non si è certo fatto in un giorno e il suo successo è frutto di anni di duro e serio lavoro. Nato a Bergamo nel 1974 si è trasferito giovane a Londra in cerca di fortuna; lì gli capitò per caso di lavorare in un teatro e subito scoccò il colpo di fulmine per la recitazione! Da allora ha fatto tanta strada fino ad approdare a set importanti come quello di La figlia di Elisa - Ritorno a Rivombrosa (era il tenente Aldo Corsini) e quello di Mine Vaganti di Ozpetek in cui interpretava Nicola.



Del resto Giorgio Marchesi vive i suoi impegni di attore molto seriamente; per prepararsi al ruolo di Marco Levi ha guardato Report e tantissimi film che hanno come oggetto prorpio il giornalismo d'inchiesta come Tutti gli uomini del presidente. Per il futuro Marchesi ha già un'agenda fittissima prenderà parte a I Liceali 3 e anche alla miniserie Notte prima degli esami '82!

mercoledì 20 ottobre 2010

lunedì 13 settembre 2010

Marchesi nel «Medico in famiglia»«Quando provo recito in dialetto»

Ringrazio Andrea per avermi segnalato questa intervista


Sui blog già girano le prime indiscrezioni sul suo ruolo nella settima edizione del «Medico in famiglia», serie tv di Rai Uno dai grandi ascolti. Lui è Giorgio Marchesi, bergamasco doc, nato nel quartiere Carnovali 36 anni fa, e sempre un po' in giro per l'Italia e il mondo, pur molto attaccato alle sue radici e alla sua famiglia. «Su Internet si dice che sarò uno psicologo che farà breccia nel cuore di Maria – racconta -. La verità è che interpreterò Marco Levi, un giornalista televisivo d'assalto dal carattere forte e determinato. Per il resto, la trama è top secret, anche se sì, è vero che tra me e Maria, interpretata da Margot Sikabonyi, ci sarà una frequentazione». Le riprese delle nuove puntate dureranno fino ad aprile prossimo e in tv le inizieremo a vedere da gennaio.

La tv sta portando fortuna a Marchesi: negli ultimi anni il format del serial gli ha permesso di interpretare numerosi e tra loro diversi personaggi: «Amo molto diversificare il mio lavoro - spiega l'attore bergamasco - così come interpretare personaggi tra loro differenti: mi permette di mettermi sempre più in gioco e di fare un lavoro non ripetitivo che mi offre quindi nuovi spunti di crescita. Sono stato Aldo Corsini, tenente francese rivoluzionario, ne “La figlia di Elisa – Ritorno a Rivombrosa”, Alessandro Bergonzi, commissario un po' inesperto ma coraggioso, nel sequel della fiction “Un posto tranquillo” e poi Francesco Miraglia, giovane poliziotto preciso e attento ne “Il bene e il male”, Filippo Lunardi, doppiogiochista con la faccia d'angelo e un passato da nascondere in “Intelligence”…».

E con tanto lavoro, trova comunque il tempo di tornare a Bergamo: «Amo molto la mia città - spiega - e torno spesso anche solo per studiare. Quando devo prepararmi per un provino o per studiare un copione, a volte recito in dialetto». In bergamasco? E perchè? «Mi sono reso conto che parlare in bergamasco mi libera da molti vincoli, mi permette interpretazioni più dirette e immediate. Me lo ha fatto capire Valerio Binasco in un provino. Mi disse: “Fammi questa battuta in bergamasco”, e il dialetto in quel momento mi ha tolto la rigidità accademica e mi ha offerto un'interpretazione più fresca e immediata. Così tante volte provo in bergamasco».

Poi un sogno: «Mi piacerebbe lavorare con il maestro Olmi - racconta ancora Marchesi -. L'incontro avuto con lui al Globi d'oro per la premiazione di «Mine vaganti» è stata una folgorazione. Caratterialmente sono molto timido ed è stata la prima volta che ho avuto il coraggio di andare a presentarmi ad un regista. Tale è la stima dell'uomo Olmi oltre che dell'artista che appena l'ho visto mi sono alzato dalla mia sedia e sono andato diritto dal maestro Olmi. Gli ho teso la mano e gli ho detto che ero bergamasco come lui e che era un onore conoscerlo. È stato molto gentile e mi ha detto di avere coraggio e volontà. Mi ha detto che la mia generazione, come la sua, deve avere la forza di ricostruirsi sopra le macerie. Le sue macerie erano materiali, quella della guerra, le mie, secondo Olmi, sono ancor più difficili perché sono culturali. Mi ha commosso per la sua genialità, la sua forza artistica e umana».

venerdì 9 luglio 2010

Notte prima degli esami '82

Ho trovato un articolo sulla fiction Notte prima degli esami '82 che dovrebbe andare in onda a Marzo 2011.Una stagione televisiva ricca per Giorgio e per noi fans :-)


Le riprese dovrebbero iniziare entro questa Primavera per una messa in onda, su Raiuno, prevista nella prossima stagione. Ci sono molte novità nella serie tv rispetto alla pellicola cinematografica. Innanzitutto gli attori: solo alcuni dei personaggi presenti nella versione per il grande schermo saranno traghettati nella miniserie. In questi giorni la produzione sta decidendo quali. Inoltre la sceneggiatura seguirà i protagonisti anche dopo il superamento dei fatidici esami di maturità. Insomma ci sarà una sorta di «Notte prime degli esami e poi» nella quale i protagonisti saranno diventati adulti con problemi differenti. Il titolo, ancora provvisorio, dovrebbe essere proprio Notte prima degli esami, la fiction. Altra novità è l'ambientazione temporale che, pur restando negli anni '80, coinvolge il 1982, anno magico in cui l'Italia vinse i Mondiali di calcio in Spagna. È l'occasione per raccontare, attraverso il tifo dei maturandi, l'epopea calcistica nota al pubblico oggi più maturo ma sconosciuta ai giovanissimi. La sceneggiatura è scritta dalla coppia Antonelli e Corbucci, con la supervisione di Fausto Brizzi (foto) a cui si deve anche il soggetto originale. Attualmente si stanno concludendo i casting per la selezione di tutti gli attori. La produzione delle due puntate è della IIF Italian International Film di Fulvio Lucisano. Il fine di Raifiction è di riproporre il teen drama ma con fatti e problematiche dei giovani di casa nostra.
http://iltempo.ilsole24ore.com/spettacoli/2010/03/05/1133906-notte_prima_degli_esami_ecco_fiction.shtml

IL RESTAURATORE al Roma Fiction Fest


Il 7 Luglio è stata presentata la serie Il Restauratore,questa è la scheda disponibile nel sito dell'evento http://romafictionfest.it/selezione-ufficiale-2010/sezioni-non-competitive/lavori-corso/il-restauratore


Una radio d’epoca, una vecchia bussola malfunzionante, un giocattolo di latta arrugginita, un antico carillon che non suona più. Gli oggetti sono testimoni silenziosi delle nostre vite: conservano storie, celano segreti, ci mettono in guardia sui pericoli futuri. Basilio ha un dono: può sentire quelle storie, penetrare quei segreti, scongiurare quei pericoli. Ha la responsabilità di restaurare non solo gli oggetti, ma soprattutto l’anima di persone che hanno subito un torto e cercano il riscatto attraverso la vendetta.

Il loro passato nasconde un segreto.

Il loro presente non è quello che avrebbe potuto essere.

Il loro futuro è già pronto per travolgerli con un dramma.

Finché non incontrano il restauratore.

50^ EDIZIONE PREMIO CINEMATOGRAFICO DELL'ASSOCIAZIONE STAMPA ESTERA "GLOBO D' ORO"

Giovedì 1 luglio, negli splendidi giardini della Villa Massimo-Accademia Tedesca a Roma, si svolge la 50° Edizione dei Globi d'Oro, Premio Cinematografico dell'Associazione Stampa Estera in Italia considerato fra i tre più importanti del nostro paese, con i David di Donatello e i Nastri d'Argento. Quest'anno per il Globo d'Oro 2010 i giornalisti stranieri hanno visto 36 film italiani e 12 film europei.
Tanti artisti saranno presenti alla serata, patrocinata dal Comune di Roma, dai tre Premi Oscar, Vittorio Storaro, Ennio Morricone e Giuseppe Tornatore, a Christian De Sica, Stefania Sandrelli, Ferzan Ozpetek con il cast del suo ultimo film "Mine Vaganti", Paolo Virzi, Rocco Papaleo, Francesco Rosi, Tony Renis, Gianluigi Rondi, Pierfrancesco Favino, Alba Rohrwacher, Carlo Verdone, Pupi e Antonio Avati, Domenico Procacci. .
La manifestazione sarà presentata da Tonino Pinto, con la collaborazione del Direttore Artistico dei Globi, Elizabeth Missland. Madrina dell'evento sarà Barbora Bobulova.

Il Globo d'Oro del Cinquantenario andrà a Gina Lollobrigida per la sua poliedrica carriera artistica, che oltre al cinema ha spaziato nei campi espressivi della scultura e della fotografia.
Ermanno Olmi, Giancarlo Giannini, Vittorio Storaro riceveranno il Premio alla Carriera.

Il Premio è nato nel 1959 per contribuire alla migliore conoscenza del cinema italiano all'estero su iniziativa di un gruppo di giornalisti stranieri iscritti all'Associazione e sulla scia dei Golden Globes di Hollywood.
La prima premiazione avvenne all'Hotel Excelsior nel 1960 e tra i cinque film candidati, "La grande guerra" di Monicelli, "Il generale della Rovere" di De Sica, "La notte brava" di Bolognini, "L'Estate violenta" di Zurlini, "Un maledetto imbroglio" di Germi , vinse quest'ultimo.
Nel corso degli anni, il " Globo d'oro" si è arricchito del Premio alla Migliore Attrice e al Migliore Attore, poi del Premio alla Carriera e infine, nel 2001, di quello al Miglior Film Europeo.
http://www.pickcenter.it/blog/50-edizione-dei-globi-doro.aspx





mercoledì 30 giugno 2010

Intervista a Giorgio su ObbiettivoCasting.com

Ringrazio la redazione per averci segnalato l'intervista nella nostra pagina di facebook.


CIAO GIORGIO, BENVENUTO.
RECENTEMENTE HAI RECITATO IN MINE VAGANTI. COME E' STATA QUESTA ESPERIENZA?
L'esperienza con Ozpetek è nata da un incontro con lui. Solitamente non fa provini, anche per ruoli più importanti. Il mio ruolo è piccolo, più un' immagine che altro. Però è stato un incontro interessante, mi hanno chiesto se ero disponibile a fare qualche giorno di girato. Ma ho sentito subito che lavorare con lui era un'occasione importante. In più sapevo che il mio personaggio apriva e chiudeva il film. Inoltre lui durante le riprese ha avuto ulteriori idee. Infatti la cosa che gli piace è avere tutti gli attori a disposizione perché improvvisa molto.

NEL FILM VIVI IN UN RICORDO. QUALI SONO I RICORDI CHE CUSTODISCI GELOSAMENTE?
Sono legati all'infanzia ed alle persone care che non ci sono più. Sono quelli che mi emozionano sempre, che tengo per me e che faccio fatica a condividere. Un po' perché sono,spesso ,difficilmente spiegabili a parole, sono profumi, immagini, colori! Ma non chiari, ossia facili da esprimere.
COSA FA RESPIRARE IL TEATRO OGGI?
Potrebbe farlo respirare un'idea di teatro più vicina alla gente. Non vuol dire assolutamente appoggiarsi a dei modelli televisivi, cosa che purtroppo il teatro sta facendo. Anzi andare contro dei modelli televisivi a favore di modelli teatrali che ci sono anche all'estero, dove c'è una verità ed una professionalità maggiore. Quindi la tecnica e le doti più classiche dei registi ed attori teatrali rivisitate in un linguaggio che sia più vicino al pubblico. E' veramente un errore prendere come esempio quello che passa in tv e portarlo sul palco. Non ho nulla contro i personaggi televisivi ma penso sia sbagliato usare il nome non avendo le doti per poter lavorare in scena.
LA VITA PRIVATA. UN PUNTO DI FORZA O UN FATTORE A RISCHIO PER UN ATTORE?
Per esperienza dico che è l'equilibrio fra le due cose. A rischio perché si è stimolati continuamente. L'attore ha bisogno di solitudine in molti momenti perché si ha bisogno di essere concentrati su di sé, non per egoismo ma per cercare la creatività, per lasciarsi attraversare dalle emozioni. Se sei preso dalle incombenze quotidiane questo è più difficile. Però può essere un punto di forza, perché parlando ad esempio anche con altri attori che adesso stanno avendo dei figli, ho capito che si evita molto di perdere tempo. Quando hai il tempo di concentrarti la tua concentrazione è molto più forte. Un'altra cosa che ha di positivo la famiglia è di portarti fuori ogni tanto da questo ambiente che spesso è autoreferenziale. Incontrare persone al di fuori credo sia fondamentale per rimanere nel mondo. Mantenendo personalmente e creativamente una certa libertà, rimane intatto l'osare perché ti coinvolgi con un numero di svariate persone differenti da te, riuscendo a raggiungere il giusto rapporto in seguito nel lavoro, tra quello che è formativo e piacevole per lo spettatore.

IL RAPPORTO CON I LEGAMI FAMILIARI E AMICALI?
Difficile. La famiglia d'origine in parte l'ho persa, un po' per la distanza un po' per vicissitudini. Con gli amici, l'ho riscontrato anche con il film di Ozpetek, non sempre i rapporti sono onesti. E importante capire e lo è altrettanto non giudicare la crisi che nasce in un momento di successo degli altri. Per fortuna gli amici di sempre ci sono e sono un bel respiro fuori da questo mondo, che è molto bello ed interessante ma non deve essere esclusivo.

LAVORI E PROGETTI FUTURI?
Sto girando tra Roma, Siena e Belgrado dei ruoli non protagonisti ma interessanti nei film Il Restauratore regia di Giorgio Capitani, Le donne di Giacomo con la regia di Gianfranco Albano e Notte prima degli esami 82 regia di Elisabetta Marchetti.
A settembre sarò in teatro con la "Suite Horovitz".

http://www.obbiettivocasting.com/

domenica 14 marzo 2010

Recensione-Mine vaganti

Carissimo Giorgio,come vedi non ha importanza la grandezza del ruolo..ma la bravura con cui lo si interpreta..e tu..per l'ennesima volta hai fatto centro(noi non ne avevamo dubbi)!
Leggete questa recensione pubblicata da Icine.it .
Complimenti anche a Carolina Crescentini.


In un Salento in cui si parla un po’ leccese, un po’ barese e un po’ chissà, e che sembra rimasto impigliato negli anni 70, una famiglia più tradizionalista che tradizionale accoglie il ritorno del figlio minore, Tommaso, universitario fuori sede. Quella che doveva essere una breve pausa dagli studi si trasforma presto in un lungo soggiorno: uno dei membri della famiglia Cantone, apparentemente ben incastonato nelle dinamiche familiari, nasconde un piccolo segreto, che una volta svelato darà il via ad una sorta di reazione a catena e rischierà di far crollare gli schemi.


Ferzan Ozpetek, che già con “Un giorno perfetto” aveva chiuso il capitolo di collaborazione con Gianni Romoli (produttore e co-sceneggiatore storico del regista italo-turco) questa volta si affida per la scrittura ad Ivan Cotroneo, uno dei nomi più gettonati dell’attuale panorama italiano. Se gli ingredienti sono bene o male sempre gli stessi (amori contrastati, identità sessuale, famiglia allargata, dolci e tavolate) questa volta le dosi cambiano e con esse anche il risultato finale, che vira in modo più deciso verso la commedia ma qua e là scivola nel melò patinato (soprattutto nei dialoghi) e nella retorica. Le “Mine vaganti” di Ozpetek sono tante e assortite (dal padre omofobo alla zia eccentrica, dalla nonna ribelle al trio gay con tanto di balletto in stile “Priscilla”), sapientemente affidate ad un cast di prim’ordine ed intrecciate tra loro in un copione che fatica a restare omogeneo ma che riesce comunque a far ridere e a commuovere.


Aldilà degli affanni della contemporanea famiglia Cantone, ciò che rimane
dopo la visione sono i silenzi e gli sguardi di Carolina Crescentini e Giorgio
Marchesi, splendidi nel dar vita, in poche e brevi scene, al senso profondo di
un amore impossibile, cristallizzato in una scelta forzata (forse, anche se non
ci è dato saperlo) e tenuto in vita per anni. Scene in cui si respira davvero
aria di cinema.

Mine Vaganti.Pasticci poco saporiti

In una Lecce economicamente produttiva, fiore all'occhiello dell'industria alimentare è la famiglia Cantone che, da più di due generazioni porta avanti con decoro e conservatorismo una vasta produzione di pastasciutta. Capostipite del lignaggio è La nonna - Ilaria Occhini - di poche parole, molto rispettata e ben voluta da tutti i suoi familiari, che oggi, portano avanti - con successo - l'azienda. Il maggiore dei due rampolli ne tiene ora le redini, in attesa di dividersi i proventi del lavoro con il fratello minore che studia a Roma. È così che Tommaso - Riccardo Scamarcio - deve scendere a Lecce per firmare alcune carte necessarie alla ridefinizione dei ruoli di gestione dell'azienda; che lo vedranno diventare il comproprietario con il fratello maggiore. lo farà, in concomitanza di un'importante cena di lavoro, atta a firmare gli accordi dell'entrata in società di un'altra importante famiglia del Tavoliere nella holding dell'azienda. Tommaso poco prima della cena fa outing della sua omosessualità al fratello maggiore Antonio - Alessandro Preziosi -, confessandogli di aver paura della reazione dei genitori alla notizia, ma, del sentirsi troppo oberato dal peso di tenerglielo nascosto.

Durante la cena di rappresentanza, servita in pompa magna, a sorpresa, Antonio dichiara a tutti la propria omosessualità, battendo sul tempo Tommaso. Inquel momento tutti i "valori" difesi dal capostipite della famiglia Cantone cedono all'umiliazione; così come il suo cuore, tanto che, al padre di Tommaso e Antonio viene un infarto. Cacciato Antonio, a Tommaso rimane l'onere di rammentare gli strappi della tovaglia di famiglia, rinunciando al suo desiderio di fare outing per il bene dei propri consanguinei.

Sarà proprio nell'agoniato ritorno alla normalità, alla difesa di valori perbenisti borghesi e la presa in mano dell'azienda che, a Tommaso, spetterà il compito di redimere secoli di conservatorismo che gravano sulle spalle della sua famiglia per cerare di rimettere le cose a posto.



Questo primo condito con cime di rapa - però -, sembra più che mai un polpettone sciapo di emozioni, condito di buonismo, che, per Ozpetek, non segna niente di innovativo rispetto al panorama delle sue precedenti pellicole. Gradevole e azzeccata la colonna sonora: evocanti pizziche e sonatine di Giuliano Palma fanno buon sottofondo ai colori vivaci e luminosi del Leccese che riflettono sul pallore di personaggi non sempre ben delineati e scolpiti dalla mano del regista. A volte scontato e patetico, assolve l'omosessualità colpevolizzando l'eterosessualità, che passa come gradevole e accettabile folklorismo più che condizione umana.

Una storia che parla di sud profondo, di disonore, di incomprensioni e di tempi che cambiano, ma che restano gli stessi di una volta, che sembrano moderni ma che in realtà non hanno tempo.