Il blog ufficiale di Giorgio Marchesi

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*Buona lettura*

mercoledì 3 febbraio 2010

Ancora e sempre Otello


“Hell. Un’altra storia del Moro di Venezia”. Al Piccolo Eliseo di Roma fino al 7 febbraio. Davanti a riallestimenti di classici, pieni di propositi e scarsamente messi a fuoco, questa rielaborazione dell'Otello operata da Francesco Giuffrè e da Riccardo Scarafoni, ha un'idea drammaturgica forte e precisa, pur con qualche ingenuità drammaturgica e momenti di debolezza registica. L’immoralità dell'uomo – per l’amore senile, innaturale, del protagonista, un Otello molto anziano che vive il suo folle amore per una Desdemona fanciulla - presente nel testo, trova nell'oggi una sua inquietante attualità.

Le parole sfrondate dei cinque personaggi e le loro azioni circoscritte, sono calate in un contesto da bunker dove il Moro ha condotto il suo popolo in una sorta di felice auto esilio per salvaguardare il proprio sentimento. Mentre da fuori provengono incessanti rumori di spari ed esplosioni - che solo in ultimo cesseranno improvvisamente dopo che la tragedia si compie con un inedito finale -, questi autoreclusi vivono in un utopico mondo circense che presto conoscerà il dramma innescato da Iago (un subdolo Riccardo Scarafoni).

Qui è determinante la figura di Cassio (un Giorgio Marchesi di crescente espressività e di convincente profondità di toni), pretesto del precipitare della gelosia nei suoi confronti, costretto per punizione ad uscire dal sotterraneo per andare a morire nel mondo delle guerre. Se Emilia è figura muta e sensibile, Desdemona è un’ingenua fanciulla svolazzante, una felliniana Gelsomina colpevole di amare il suo Zampanò. Questi, Otello, impersonato da Mauro Mandolini, vive nell’incubo ricorrente che vede materializzarsi sotto i suoi occhi le ossessioni della gelosia, con le voci delle malelingue che lo attanagliano – gli stessi attori nascosti dentro delle giacche sospese -. A parte l’inizio, che indugia a lungo con una sequenza silenziosa e senza ritmo, lo spettacolo acquista forza nei dialoghi grazie alla bravura degli interpreti.

lunedì 1 febbraio 2010

Recensione "Hell":FRANCESCO GIUFFRE' RISCRIVE OTELLO, PAPA' CARLO "MAGNIFICO"

(AGI) - Roma, 30 gen. - S'intitola "Hell - Un'altra storia del moro di Venezia". Ed e' proprio un'altra storia rispetto a quella immortale di Shakespeare, quella messa in scena fino al 7 febbraio al Teatro Piccolo Eliseo di Roma dal regista Francesco Giuffre' e interpretata da Riccardo Scarafoni, Mauro Mandolini, Giorgio Marchesi, Federica De Cola e Marta Nuti.
Scritto dallo stesso Giuffre' e Scarafoni, questo testo si rifa' all'Otello nell'idea di base e nei nomi dei personaggi.
Ma le analogie in sostanza finiscono li'. Abbandonata la forza dell'invidia e della gelosia, motori dell'opera shakespeariana, in "Hell" si punta sull'introspezione e sulle immagini. Quadri di alto contenuto onirico, fatti di suoni, luci e movimenti, si alternano a scene recitate con appassionata partecipazione dai giovani protagonisti (il piu 'vecchio' e' Mauro Mandolini, credibilissimo sessantenne a soli 44 anni, che al termine dello spettacolo di ieri sera ha 'incassato' il plauso dello stesso Carlo Giuffre', venuto ad applaudire il figlio). Scene in cui immagine, musica, giochi di luci, mimo e emozioni evocate e trasmesse vanno a scandire i vari momenti dello spettacolo. Una soluzione di regia originale che a volte diventa pecca di narcisismo e penalizza il ritmo e la fluidita' del testo. Nel ruolo di Iago si erge, piccolo, viscido e vagamente satanico e un po' sopra le righe Riccardo Scarafoni. Il suo personaggio e' estremo e, seppure ricordi molto immagini cinematografiche recenti (vedi il Gollum e il Vermilinguo del Signore degli Anelli) o si ispiri a 'cattivi' storici (Hitler, Mengele, ecc.), mantiene durante tutta l'ora e mezza di spettacolo una sua coerenza nel rappresentare il 'male assoluto'. A differenza dell'Otello di Shakespeare, in "Hell" si racconta la tragedia di un vecchio (in questo sta la sua diversita', non nel colore della pelle), di un re che sposa una ragazzina ed e' criticato dal suo popolo per questo. La gelosia non e' piu' il motore della vicenda, anche se il 'veleno' versato nel suo corpo da Iago e' lo stesso dell'opera shakespeariana: la gelosia diventa secondaria rispetto alla considerazione della realta', alla coscienza che un giovane sia piu' adatto a stare con sua moglie di lui, vecchio e stanco. Otello di Giuffre' e' un uomo patetico che costringe il suo popolo a stare rintanato sotto terra per non combattere, per vivere la sua storia d'amore 'contro natura' e scappare dalla guerra che si svolge in superficie e che arriva laggiu' solo attraverso i rumori lontani. Iago non e' semplicemente un uomo perverso, ma una persona triste, annoiata, stanca di doversi nascondere come un topo sotto terra. Desidera il male di Otello e di Michele Cassio (Giorgio Marchesi, autore di una prova maiuscola, soprattutto nei duetti con Iago e con Federica De Cola-Desdemona), ma la sua non e' semplice invidia: e' voglia di liberta', desiderio di sostituire il suo re per cambiare il corso delle cose. Anche se poi, forse, non vuole cambiare nulla. "Hell", che sara' in scena fino al 7 febbraio, ha avuto ieri uno spettatore d'eccezione, Carlo Giuffre'. A 81 anni, uno dei massimi protagonisti del teatro italiano si e' commosso nel vedere lo spettacolo del figlio e alla fine non ha resistito nell'esprimere la sua soddisfazione: "Che grande regista, che magnifico spettacolo - ha detto agli amici che lo accompagnavano -. Questo adattamento dell'Otello e' stupendo, molto meglio dell'originale". Poi, quasi a spiegare l'iperbole che, nella sua bocca, ha un suono strano: "Io ho visto molte rappresentazioni integrali di Shakespeare e devo dire che 'Otello', cosi' come 'La Tempesta', sono spesso noiosissimi.
Qui invece e' stato concentrato tutto il significato del testo in maniera asciutta e godibilissima".

giovedì 28 gennaio 2010

«Corto clan destino», il regista di Fiorello a Faenza

Tanto che i suoi interni, per quanto ben allestiti per ricreare un immaginario prossimo venturo, sarà piuttosto riconoscibile nel cortometraggio «Mercurio», le cui riprese sono in corso da qualche tempo al teatro Due Mondi di viale Oberdan a Faenza, a cura del gruppo Zeranta Edutainment, società che si occupa della produzione di cortometraggi, film, spettacoli teatrali e format di comunicazione con l'obiettivo di accelerare la crescita professionale e personale di chi collabora.
Martedì 12 gennaio il Clan Destino, prescelto come unica sede per le riprese esterne del film, è stato catapultato in un'insolita (ma non inedita) dimensione cinematografica, ricolmo di teloni, quinte e cineprese. Dell'evento si bisbigliava in città, e il carattere fantascientifico della pellicola era stato in qualche modo preconizzato dall'incauto pettegolezzo, serpeggiato qua e là, secondo cui addirittura Fiorello avrebbe fatto una comparsata sulle poltrone del centro della vita faentina di viale Baccarini. Il legame con Fiorello c'è comunque, dato che il regista di «Mercurio» è Domenico Ciolfi, già regista televisivo di «Viva Radio 2 minuti» nonché degli ultimi spot dello showman siciliano con Mike Bongiorno, ma anche regista cinematografico al fianco, tra gli altri, di Silvio Soldini.
«Il cortometraggio "Mercurio", che sarà presentato anche a Faenza, fa parte di un progetto composto anche da un altro corto, intitolato "Sally" - spiega Jader Giraldi di Zeranta Edutainment, responsabile del progetto e faentino di nascita -. Entrambe le storie alla base dei film sono state scritte da alcuni dipendenti di una grande azienda, che ci ha commissionato il progetto. Oggi stiamo ultimando le riprese di "Mercurio", film che racconta di uno strano futuro prossimo. Al centro della storia c'è proprio il party che abbiamo girato al Clan Destino, ma la gran parte delle riprese sono avvenute su green screen al teatro Due Mondi. In questo modo giriamo di fatto senza scenografie, facendo largo uso del chroma key (tecnica che consiste nel riprendere gli attori davanti a un pannello colorato uniformente, spesso il verde, il green screen, per poi riempire lo sfondo alle loro spalle in post-produzione con una grafica computerizzata, nda). Il risultato finale si avvicinerà agli effetti del film Sin City, saranno infatti sfondi fumettati disegnati dal grafico ravennate Gianluca Costantini».
Protagonista di «Mercurio» è Gianluca Balducci, attore di teatro, che viene affiancato da Giorgio Marchesi, attore italiano che è passato dalla televisione («Elisa di Rivombrosa», «Un posto tranquillo 2») al cinema (una piccolo ruolo in «Mission Impossible III» di De Palma e la partecipazione all'imminente film di Ozpetek «Mine Vaganti»). Protagonista femminile è Chiara Mastalli, giovane attrice romana già vista in «Notte prima degli esami» e più di recente in tv ne «I Liceali 2». C'è però anche una guest star faentina d'eccezione, Rodolfo Santandrea, cantante d'opera già visto anche a Sanremo con in dote una leggerezza rara nell'approcciare una materia che di solito mette in soggezione. Per il momento da «Mercurio» è tutto, ma ce n'è già abbastanza per essere certi che se ne riparlerà.

martedì 26 gennaio 2010

FRANCESCO GIUFFRÉ AFFRONTA UN GRANDE CLASSICO PER RACCONTARE LA STORIA DELL’IMMORALITA’ DELL’UOMO

Giorgio è stato molto carino ad inviarmi quest'articolo su "Hell" :-)


Nella messinscena di Francesco Giuffrè, Otello è un diverso; non è un nero ma un anziano, un capo
stanco che decide di ritirarsi dalla guerra, per poter vivere l'amore folle per una ragazzina,
Desdemona, perchè, come egli stesso dirà , non esistono amori naturali o innaturali, ma solamente
amori...assoluti. Tutto intorno la guerra continua, le esplosioni che provengono da fuori ricordano ogni
istante come sia illusorio il sogno di Otello. Iago, in questo mondo destinato a fallire, è l'immoralità , la
parte nera dell'uomo, quel desiderio innato di sopraffare l'altro, di essere più potente, più ricco.
Michele Cassio, Desdemona, Emilia, sono le pedine usate da Iago per attuare il suo piano e quando
non sono personaggi, rappresentano il popolo, le malelingue, coloro che giudicano l'amore innaturale
tra il sessantenne Otello e la giovane ventenne.

lunedì 25 gennaio 2010

TEATRO: FRANCESCO GIUFFRE', MIO OTELLO 'DIVERSO' PERCHE' ANZIANO

(AGI) - Roma, 21 gen. - "Mio padre mi ha insegnato l'importanza della passione e dell'onesta per chi fa teatro. Quello dell'attore e' un lavoro serio ma troppo spesso viene svilito da personaggi che giustificano il detto che chi non sa far nulla fa l'attore". Francesco Giuffre', 38 anni, figlio di Carlo Giuffre' (e nipote di Aldo Giuffre' e di Giulio Panicali, grande doppiatore italiano) si appresta a debuttare al Piccolo Eliseo di Roma con "Hell - Un'altra storia del moro di Venezia", spettacolo scritto a quattro mani con l'attore Riccardo Scarafoni, di cui cura la regia e che sara' in scena dal 27 gennaio al 7 febbraio. Si tratta di un riadattamento dell'Otello' di Shakespeare completamente rivisitato in chiave moderna, dove Otello e' un 'diverso' non perche' e' nero ma perche' e' anziano. Un sovrano stanco, sessantenne, che decide di ritirarsi dalla guerra, di portare il suo popolo in esilio, in un luogo distante dalla guerra per poter vivere il suo amore per Desdemona, una ragazza di vent'anni. "Otello mi da' la possibilita' di raccontare la storia dell'immoralita' dell'uomo - dice il regista - ho immaginato due mondi, uno rappresenta quello in cui viviamo e sara' il mondo che percepiremo attraverso l'ascolto di esplosioni e spari, l'altro sara' quello visibile sul palcoscenico e sara' quello utopico, dove non ci sono conflitti, un mondo voluto da Otello, per vivere il suo amore per Desdemona, che guida il suo popolo in una sorta di auto esilio felice, nel mondo che oggi l'uomo si nega, il mondo dove Iago immorale calpestera' la nobilta' dell'anima di Otello'. Nel mio spettacolo - aggiunge - la fine sara' un po' diversa e non ci sara' il fazzoletto perso da Desdemona". Per rivisitare questo testo 'sacro', Giuffre' si affida a un gruppo di attori collaudato - Mauro Mandolini (Otello), Riccardo Scarafoni (Iago), Federica De Cola (Desdemona), Giorgio Marchesi (Cassio) , Marta Nuti (Emilia) - e rinnova il sodalizio con Riccardo Scarafoni, con cui ha scritto anche i due lavori precedenti "Profumo" e "Cuore di cane" di in cui ha curato la regia. "Io nasco come musicista - spiega Giuffre' - e ho lavorato molto con mio padre curando le musiche dei suoi spettacoli. E sul palcoscenico che ho imparato il suo rigore: anche oggi, a 81 anni, ci mette l'anima qualunque cosa faccia".

venerdì 22 gennaio 2010

Hell-un'altra storia del moro di Venezia

Questo sito ha pubblicato una piccola descrizione dello spettacolo,che vi ricordo sara' in scena dal 27 Gennaio al 7 Febbraio a Roma Teatro Piccolo Eliseo.

mercoledì 20 gennaio 2010

"Hell"

Dal 27 Gennaio al 7 Febbraio Giorgio è in scena a Roma-Teatro Eliseo con lo spettacolo "Hell"

Ecco la locandina